Silvio Piccinelli e il calcio minore aretino

RICORDO DI P. SILVIO PICCINELLI (1956-1987) 
(Mite joker Bianco-verde. Calcio, cuore, bici e “Giostra dei bottoni”)

 

(Arch.vi priv. Fotolab. B. Tavanti, R. Rossi; fam. Piccinelli ed A. Bindi)

TE’, CANFORA E TACCHETTI –
“Campino” contro “Stradone”; “Chimera” (m. col.ri giallo-rosso) contro “A&O” (maglia bianca, con banda trasversale amaranto); “Triplex” (m. rossa con colletto bianco) contro “Scaligeri” (m. a strisce fini verticali giallo-blu); ancora “Circolino” (ubicato in San Gimignano) contro “Santa Croce” (m. color rosso-verde); “Falcos” (m. rosso-blu a strisce fini verticali) contro “Molinelli” (m. bianca); “San Giusto” (m. color bianco) contro “San Michele” (rossa amaranto). Oppure desideriamo citare “Viola Club Ar.” (m. viola gigliata, con bordi bianchi) contro “U.s. Duomo” (m. bianca con banda larga centrale azzurra; colori in tema con la ‘Madonna del Conforto’) : fra le due ‘rivali per antonomasia’, resta memorabile il primo incontro in assoluto dei 9 disputati – nella breve storia delle due (accese) Compagini – tenutosi il 13 luglio / 1974 (alle h. 18 e con 32° di temperatura) presso il campo di San Clemente a Porta del Foro, oggi non più esistente (una “fornace”, nella circostanza). Un match davvero epico, terminato – dopo 93 minuti al cardiopalma – con il successo dei Viola per 4-2 (p.t. 2-2) incontro diretto dal Sig. Osvaldo Gustinelli in occasione della “Migone ’74” (a partita secca). Un Trofeo restaurato da Nedo Palmini; indimenticato ex atleta dell’ U.S. Arezzo anni ’60. Palmini convolato poi a nozze, proprio nel 1974; l’ anno della ricorrenza del 4° Centenario della morte di Giorgio Vasari. Per proseguire ancora fra “Gattolino” (m. color limone) e “Saione” (m. color blu cobalto) o “Macallè” (m. giallo-oro, con bordi neri) contro “G.s. Caravaggio” (maglia a quarti color rosso-blu). Fra quest’ultime due Compagini del comprensorio est, sono ricordati – in particolare – i primi due incontri dei quattro disputati fra il 1968 e il 1970, conclusisi con il successo degli ‘Oro-neri’ di Via Macallè. Perchè non citare – infine – il confronto (1978) fra “Catamarani” (“bianchi” di V.le Giotto) e il G.S. “San Domenico” (bianconeri a strisce verticali; per i colori dell’Ordine di S. Domenico) il ‘Club’ bianconero fortemente caldeggiato da Padre Raimondo Caprara, con il supporto di Tonino Toti (e di Padre G. Serrotti). Nonchè il “San Bernardo” ad es. (m. color celeste chiara) G.S. fuso in origine da Don Pietro Bernini (sul finire d. anni ’60). Molteplici gli scontri accesi fra Squadre locali – al tempo – tutt’altro che approssimative. Gare agonistiche – fra Club di Quartiere – indivisibili. ‘Sodalizi’ passati (alcuni) troppo presto – o per brevi stagioni – sino a scomparir definitivamente e rimanere per sempre nei ricordi – giovanili – di molti, in tema con quei decenni (Sport – nt./Ar.)

“Con agonismo e fede nello Sport;
non c’è ‘Club’ senza costanza”
(Nedo Palmini / 1978)

13 – luglio / 1974 – “Trofeo Migone ‘74” – Campo sportivo di San Clemente (h. 18)
U.s. Duomo – Viola Club Ar. ’73 : 2–4 (p.t. 2-2)

U.S. DUOMO: Severi, Ferrari, Bonini, Gorgoni, Barbagli Gp., Tucci, Luttini I., Ringressi M. (cap. e prep. atletico), Bettini M., Vagheggi, Poggi

VIOLA CLUB AR. ‘73: Grotti F., Dionigi M., Ghiandai, Olivieri, Rosadi, Franci S., Marmorini G., Bulletti S., Salvi S., Zamponi, Fibio (cap.)

Resp. schemi tattici, G. Marmorini – Prepar. atletico, A. Cocciari – Prepar. portieri, S. Piccinelli

(Arbitro sig. O. Gustinelli di Arezzo)

Marcatori: nel 1° t. all’11° min. Olivieri (autogol p. Duomo; sul tiro di Luttini, Grotti resta spiazzato dalla deviazione in traiettoria del proprio difensore); al 25° m. G. Marmorini (Vi.C.); al 31° m. M. Bettini (D.) e al 42° m. Franci (Vi.C.) su punizione di 1a (la barriera Biancoazzurra, si apre come uno scrigno; Severi beffato da Sandro Franci, resta di sale e per i viola, il pareggio poco prima del riposo è una manna). Nella ripresa le altre due rispettive realizzazioni; al 29° m. di Fibio (Vi.C.) e al 40° di G. Marmorini (Vi.C.); chiudono definitivamente l’incontro, preparato dalle due Compagini da un mese. Il primo incontro fu (solo) l’inizio, per una lunga kermesse di sfide fra due accese Compagini di Quartiere, durata quasi 2 anni.

(Tabellino dell’Incontro) – Nel primo tempo è (quasi) netta, la supremazia Bianco-azzurra. Già sull’1-1, intorno alla mezzora – Vagheggi – sbaglia un gol clamoroso per i ‘Bianco-bardati’. Solo dinnanzi a Grotti, spara alto un tiro sulla traversa. Preme al massimo il Duomo, in chiusura di tempo; ma stringendo d’assedio la squadra gigliata, non riesce a passare per la terza volta. ‘Nerone’ Grotti e la (buona) sorte chiudono i varchi, tanto al centro quanto sulle fasce. Viola (anche) fortunati nel 1° tempo; riescono a contenere la furia del ‘Sodalizio della Cattedrale’. Ancora Grotti, poi – con l’aiuto di Mauro Dionigi e di Olivieri – respinge dall’area rispettivamente (al 16° e 38°) due tiri insidiosi di Ivanetto Luttini e di Poggi. Grotti comunque – nulla potrà – sul bolide scagliato in corsa da Bettini al 31° che a rimorchio ‘gonfia’ in gol (liberato a sua volta nell’area di porta, grazie ad una magnifica invenzione di capitan Ringressi). Ma, nella ripresa, con il caldo (ad oltre 30°) e con il Duomo che cala, la musica cambia. I viola salgono in cattedra – già al 7° – con Marmorini che potrebbe portare la Compagine gigliata in vantaggio. Massimo Severi – infatti – compie un mezzo miracolo per una ‘palombella’ strana, scagliata da destra a mezza altezza. Toglie (come un gatto) la sfera dalla porta, destinata all’angolo a sinistra. Ancora – al 18° – l’arbitro Gustinelli, fischia annullando un gol a Fibio, per posizione irregolare dell’ala sinistra – che in ogni caso – si rifarà al 29°, per il gol decisivo del 2-3; e per una marcatura tanto strana quanto preziosa. Il capitano viola, anticipa da dietro il terzino genovese Ferrari e insacca la porta di piatto sinistro a cogliere l’angolo destro più lontano (a fil di palo) fra le contumelie di Severi rivolte al proprio difensore, che echeggiano per l’area di rigore Bianco-azzurra. Per il difensore genovese (un mastino asfissiante, di ‘Scuola Blucerchiata’) resterà – quella – l’unica distrazione in oltre 90 min. di gioco. I viola continuano a crescere e al 38° (con le due squadre sul momentaneo 2-3) il centravanti Sergio Salvi (il “Gheggi”) colpisce in pieno la traversa (a Severi battuto) ed ancora – Stefano Bulletti – (il mezzo destro) che sfiora nuovamente il gol, poco prima dell’ultimo sigillo messo a segno ancora da Giorgio Marmorini all’85° (che realizza la sua doppietta personale). In chiusura di gara – infatti – l’ala destra Cruciferina, scaraventa in gol sparando un missile terrificante (di collo-destro) dal basso in alto sotto la traversa con Severi impietrito a centro porta. Severi, accennerà appena l’intervento (quasi impossibile) e con la mano aperta, sul bolide ravvicinato dell’ala viola, che lo fulmina (ma – Severi – in futuro avrà una buona carriera nel calcio di Categoria – seppur locale – divenendo primo portiere di ‘Club’ in valdichiana e come del resto altrettanti atleti ‘Bianco-azzurri’; quali ad esempio – poco più tardi – Cristelli, Del Corto e Zerbini). Il secondo gol di Marmorini – quella sera – chiuderà in cassaforte, partita, risultato (e Trofeo) per il 2 – 4 finale. Gli ultimi 3 minuti di recupero concessi da Gustinelli, sono una ‘festa gigliata’. Un ricordo altrettanto piacevole, degno di nota – poi – è che la mattina del giorno (festivo) successivo al match – intorno alle 11,30 – gran parte dei giocatori delle due Squadre, assieme ai preparatori atletici e con alcuni simpatizzanti e ragazze dei giocatori stessi, si ritrovarono per un aperitivo (e colazione) presso i locali del Bar Morgana; ubicato in via Roma – sotto i Portici – al tempo. Al Bar Morgana, quella mattina, erano presenti quasi trenta persone. Fuori dal campo nel contesto e non solo, fu un buon clima. Davvero diverso; ove gli eventi del giorno prima, furono ripercorsi assieme in lungo e in largo, da ambo le parti e analizzati dagli stessi giocatori. Compagni di Squadra, amici nella vita (e nei Quartieri) e – al tempo stesso – acerrimi rivali in campo (Ar. – Sport)

IL TROFEO E’ LEGATO IN MODO INSCINDIBILE ALLA STORIA DI ENTRAMBI I CLUB
(Restano le imprese e il ricordo)

 

(Arch. Priv. S. Bulletti, N. Palmini e U. Lugugnani)

1974 – G. MARMORINI SERRA A CHIAVE IL RISULTATO FINALE DI UN‘ EPICA DISPUTA –

(Di S. Franci, M. Bettini e autogol di Olivieri, le altre segnature. Gustinelli, attento, dirige la gara in modo perfetto. M. Ringressi e S. Bulletti dettano i ritmi del match, disputato con 35° di temperatura. Tra Fibio e Ferrari, è confronto al calor bianco; poi, nella ripresa, al 29° – l’ala viola – sigla precisa e fortunata, di piatto, il 2 a 3 e il “gol della vita” e con Grotti che – fra le urla – smanaccia minacce d’ adrenalina. Il giorno successivo l’incontro, inoltre – il Trofeo – è stato portato dal ‘Club’ in ospedale, per la dedica a – ‘Mèro’ – sfortunato mediano viola. Ricoverato d’urgenza prima del match, è stato sostituito da Rosadi all’ultimo istante) http://www.legaseriea.ithttp://www.figc.ithttp://www.museodelcalcio.ithttp://www.museofiorentina.ithttp://www.calciostoricofiorentino.ithttp://www.accvc.ithttp://www.brividosportivo.ithttp://www.usarezzo.it  – http://www.amarantomagazine.it

 

(Arch. priv. A. Bindi, B. Tavanti, G.ppi Musici “W. Monci”, Sbandieratori – Ar. e Fam. Palmini)

Curiosità : Il primo incontro in assoluto fra le due Squadre, disputatosi nel caldo luglio ’74, resta nei ricordi giovanili di molti ragazzi di allora (e non solo) ma una particolarità singolare, è che dei successivi 10 incontri disputati in città, non ve ne fu neppure uno, tenutosi sul terreno di gioco adiacente la cattedrale. I campi da gioco di quasi tutti i Quartieri aretini, accolsero a suo tempo “l’Epica Sfida”. Fra i due Club furono disputate, quasi consecutivamente, fra il 1974 e il ‘75, ben 11 gare nell’arco di tempo di c.ca due anni. Mai alcuna gara – però – fu predisposta sul terreno di gioco della Cattedrale. I Bianco-azzurri della cattedrale, al tempo, hanno avuto un percorso di vita non solo prestigioso e un’esistenza attiva duratura, di gran lunga superiore rispetto al “Club Viola” ma – il “Duomo” – non ha mai ottenuto, in quegli anni, alcun successo sugli 11 viola. Se consideriamo poi i numeri del tabellino riassuntivo generale, riguardo gli 11 scontri diretti nella storia delle due Compagini, si contempla che – il “Duomo” – ha ottenuto solo un pareggio (2-2) nella terzultima disputa (incontro che si tenne nel 1975, ai primi di maggio e sempre a Porta del Foro in San Clemente). Per il resto, a seguire la storia fra i due Club – dopo il primo noto confronto del ’74 – furono tutti successi rotondi ottenuti dal “Club” e – fra i quali – in altre due occasioni, terminati con lo stesso risultato finale di 4-2 per i viola. Il restauro certosino del Trofeo, ‘recuperato a nuovo’ da Nedo Palmini, fu compiuto – nei primi anni ’80 – in collaborazione con “Caracchini Argenti”. Sulla base lignea della Migone – in colore nero – oltre gli emblemi delle due Compagini, sono ancora riportati la data e il luogo del match, il risultato finale, la formazione iniziale che conseguì il successo, i marcatori – nonchè – l’identità dell’Arbitro. Anche i Bianco-azzurri, più tardi, dopo aver conseguito la propria vittoria in occasione del Torneo Quadrangolare aretino in estate (1976) annoverano nella propria storia un’ impresa non meno prestigiosa (quanto impossibile, ma reale) e sempre negli anni ’70. Quella di riuscire (incredibilmente) a riportare un successo – ottenuto per di più in trasferta (seppur in amichevole) – contro la prima squadra dell’Alberoro (0-1). Squadra (dai colori Rossoblù) appartenente di gran lunga, ad una Categoria (stra) superiore rispetto al Duomo. Il successo dei Bianco-azzurri fu ottenuto all’epoca presso il vecchio campo sportivo ad Alberoro (non più esistente) in valdichiana; grazie ad una stangata scagliata al sette dal limite dell’area – a c.ca 25 m. dalla porta – dal terzino Refini (il n. 3). Una realizzazione (per un tiro al fulmicotone) verificatasi in apertura al 15° del 1° t. Un’impresa – sulla carta – impensabile. Altrettante le partecipazioni della Compagine Bianca-azzurra – in quegli anni – nei vari Tornei locali (Ar. – Sport)

CIMELI E ALTRO – U.S. DUOMO E VIOLA CLUB: ACCESE SFIDE META’ ANNI ’70

(Arch. Priv. Fam. Del Corto, R. Naldi e M. Stanganini, Newton C. Ed.).

“IL CIELO E’ VIOLA, SU SAN CLEMENTE !” CLUB E U.S. DUOMO; DUE FUCINE DI VITA QUOTIDIANA

(Arezzo, 13 – luglio 1974; U.S. Duomo – Viola Club 2-4. Esattamente 40 anni fa alle 18, presso il campo sportivo di San Clemente, nel territorio di Porta del Foro, Viola Club e U.S. Duomo, dettero vita ad un epico incontro di calcio passato alla storia, nel panorama dilettantistico locale degli anni ’70. Una sfida leggendaria, che onorò il Calcio e valevole per un Trofeo prestigioso).

Due realtà complementari. Una vissuta nell’arco di due anni e mezzo, circa, ma in modo intenso e, sicuramente, più esponenziale rispetto alla seconda. L’altra, una altrettanta “società” di ragazzi entusiasti e protesi all’amicizia, oltrechè all’identità aretina e al calcio. Realtà, la seconda, che visse la propria esperienza sociale (e sportiva) per un periodo molto più lungo, rispetto alla prima e quasi decennale. Protrattasi largamente, fra i primi ’70 e gli ultimi. Potrebbero essere definite due realtà, similari, persino nel preparare gli incontri. Il ‘Club’ fondato nel 1973, a settembre, dopo il tramonto della “Falcos”, usava valutare schemi di gioco e marcature per allenarsi e metterli in pratica poi, presso lo stesso campo di Molinelli – nonchè – ripassarli sopra una piattaforma lignea, allestita fissata su un albero, ubicato nel campo della famiglia Arostini (in Sant’Andrea). Un’area ubicata in località la ‘parata’; lungo il fiume Castro. Un luogo periferico e tranquillo, ove venivano messi a punto vari schemi (seppur approssimativi) vagliati assieme a Giorgio Marmorini. Ala destra e responsabile tattico dei viola. Doveroso è in ogni caso aprire una piccola parentesi, per ricordare, che nel corso della sua breve esistenza, la “Falcos”, istituita dal suo capitano – Gino Raguzzi – indossava maglie a strisce verticali, con i colori eguali a quelli del Catania Calcio di Bonfanti e Limena e che alcuni giocatori della Compagine rosso-azzurra, scomparsa, finirono ben presto per confluire nel ‘Club’. L’arco temporaneo vissuto dal Club poi, seppur di breve durata, fu molto più ampio rispetto a quello trascorso dalla “Falcos”. Mentre l’U.S. Duomo, fondato da Mauro Ringressi sui primi del 1974, usava preparare gli incontri al Prato e, in modo più specifico, proprio sul terreno di gioco vicino la Cattedrale. Praticamente in casa propria; sotto le finestre dell’appartamento del vescovo, mons. Telesforo Cioli. Ma riguardo il successo (per così dire, quasi storico) che fu ottenuto contro l’Alberoro – più tardi – nel 1976, per 0-1, grazie ad un ”eurogol” messo a segno da Carlo Refini, siglato al portiere rosso-blù Danilo Basagni (e con Refini in lacrime, al triplice fischio finale dell’arbitro), le ultime fasi della preparazione all’incontro, furono messe a punto direttamente in valdichiana. Presso il piccolo appezzamento di “Beppetto” – nel quale – era disponibile un piccolo campo da gioco. Tornando alla fine del mese di maggio 1974, dunque, dopo che il Duomo, ebbe richiesta la sfida ai viola, le squadre sembrarono entrambe, sfociare nell’esasperazione collettiva. Come per una sorta di catalessi sportiva. Questa, forse, generata sull’onda emozionale, per la 10a edizione del Mondiale in Germania, che, di lì a poco, sarebbe iniziato per la consacrazione del modulo di gioco totale, messo in mostra dall’Olanda di Cruijff. Il terzino del Club, Mauro Dionigi n. 2 (futuro Capitano di Porta S. Andrea, 20 anni dopo) si rese interprete ambasciatore, riguardo la richiesta dell’U.S. Duomo, dichiarata per bocca del proprio rappresentante, Mauro Ringressi. Dionigi, riportò ai compagni della sua squadra, la proposta fatta da Ringressi a nome della compagine opposta : “citti; l’U.S. Duomo intende affrontarci, in una gara secca di 11 contro 11, da disputarsi su 90 minuti regolamentari. Cosa rispondiamo ?”. Il Club, recepì inizialmente (?) l’invito alla sfida con titubanza, finendo poi per accettare definitivamente la proposta dei ragazzi della Cattedrale, senza timori reverenziali. Il Club rispose correttamente all’invito del Duomo e a Ringressi, ma solo dopo due settimane; a giugno largamente inoltrato. Dopo varie consultazioni, avvenute a lungo presso il campo dell’Arostini, in modo particolare fra Giorgio Marmorini, il portiere Franco Grotti, Sandro Franci, il “Mèro”, con il preparatore dei portieri Silvio Piccinelli, Dionigi stesso, ancora, con Salvi (il centravanti), Santini ed Olivieri (mediani), Zamponi, “Merlo” Bulletti, Ghiandai, nonchè con il capitano ‘fibio’; i viola, dettero una loro risposta definitiva. Fu ancora M. Dionigi, incaricato a conferire con Ringressi – tra l’altro, suo compagno di scuola – a darne il responso. “Sta bene – rispose Dionigi, rivolgendosi a Ringressi – Ci affronteremo presto come avete apertamente espresso, ma non subito. Abbiamo ancora bisogno di tempo, per continuare gli allenamenti e, quindi, per poterci meglio preparare all’Incontro. Credo, se la stagione sarà buona e lo consentirà – concluse Dionigi – poteremmo disputare la gara nel corso dell’estate, in luglio, prenotando quanto prima e per tempo, il campo sportivo di San Clemente” (a Porta del Foro). Ringressi, di conseguenza, si consultò qualche giorno dopo con i suoi. Convocò una riunione assieme a Luttini, Barbagli, Poggi, Tucci, Refini (?) Bonini, Gorgoni, con il portiere M. Severi, Vagheggi e il Bettini; assumendo direttamente la responsabilità, per la prenotazione del terreno di gioco. “Comunico a tutti che, i viola – esclamò Ringressi ai compagni di Squadra – hanno accettato la nostra proposta di sfida. Forza, adesso ! Perchè l’incontro che è stato avallato, si terrà forse in luglio e dovrà essere preparato nei minimi dettagli. Nessuno dovrà farsi indietro. Da ora in avanti e per un mese, gli allenamenti al Prato e in Cattedrale saranno maggiormente intensificati senza alcuna interruzione. Se qualcuno ha intenzione di saltarli, dovrà poi fare i conti con il sottoscritto e sicuramente, non giocherà alcuna gara. Siete tutti avvisati in partenza perchè, questa, dovrà essere la nostra partita”. La macchina organizzativa, era ormai avviata. Le due Compagini, filarono via proiettate sull’onda di un maggior entusiasmo (e concentrazione). La gara fra i due ‘Club’, imminente, in pratica aperta. Fu l’evento locale (quasi) assoluto dell’estate ’74. Nei bar fuori porta, in città al Bar Morgana, in centro, non si parlava di altro. Il Club Viola decise poter reperire, immediatamente, un preparatore atletico meglio esperto e disponibile a seguire allenamenti mirati, presso il campo di Molinelli. Allenamenti massacranti che, da giugno (quasi) tutti i giorni, avevano inizio dalle h. 16, per finire alle 19,30. Per abituare il fisico alla sopportazione del caldo, visto che – la gara – non poteva essere disputata per alcun motivo, in notturna (il campo da gioco in questione, infatti, non era predisposto di apposita illuminazione elettrica o dei riflettori). Così, riguardo il preparatore atletico, il Club, decise di affidare l’incarico ad Alberto Cocciari (il “cochi”). Mentre, poco tempo dopo le prime consultazioni, la Squadra avversaria fece sapere che, il proprio rappresentante, era riuscito a prenotare il campo di gioco per il primo sabato utile, a metà luglio. “Abbiamo fissato il campo e l’orario di inizio della gara per le h. 18. Alle 16,30 la temperatura è troppo elevata – fu riferito al Club – e per quanto ci riguarda, abbiamo deciso di scendere in campo, indossando la nostra tenuta bianca”. La tenuta classica biancoazzurra con i numeri rossi, infatti, perverrà solo più tardi, rispetto alla prima gara. Ma si desidera precisare, che la prima tenuta ufficiale in assoluto del Duomo, era di colore giallo con i bordi rossi; anche se – M. Ringressi – usava personalmente giocare, indossando una strana maglia verde. “I vostri attaccanti, non cullino troppe illusioni – fecero ulteriormente sapere dalla Cattedrale – Vi basti, questo”. Refini terzino del Duomo, causa impegni – la sera del 13 luglio – non fu della partita e il suo ruolo, fu assegnato a Ferrari (‘blucerchiato’) longilineo proveniente da Genova. Anche Mauro (“Mèro”) Pecchi, mediano del Club, non prese parte alla prima gara. Ricoverato d’urgenza, presso l’Ospedale di Santa Maria Sopra i Ponti, causa un grave problema di salute. Fu sostituito – da Rosadi – all’ultimo istante e la maglia lilla n.5 – quella sera – finì per indossarla il Rosadi appunto (che più tardi, diverrà un componente di Arezzo TV). “Mèro”, in mediana, raramente segnava; ma si rifece (per l’assenza) qualche mese dopo, in occasione di un altro incontro ufficiale disputato sempre contro il Duomo, in altra sede, presso il campo di gioco al Villaggio Colombo. Nel corso della gara, vinta ancora dal Club per 4-2, infatti, “Mèro” metterà a segno, nel corso del secondo tempo, il 3° gol viola. Mauro Bettini, come una meteora, che fu autore del 2° gol del Duomo (in occasione del primo incontro, nel luglio ‘74) avrà il ruolo di punta centrale, in quell’unica occasione. Dopo la prima partita infatti (ben diretta da Osvaldo Gustinelli) il ruolo di Bettini sarà preso – in modo definitivo – da Carlo Del Corto e che poi, sarà il capitano in campo. In pratica (quasi) alla vigilia del match e in piena preparazione il Club – capì da subito – per il comportamento deciso dei propri avversari, che non sarebbe stata affatto una ‘passeggiata’ (e non la fu). Come effettivamente annunciato da Nedo Palmini, anni dopo e non solo da lui, il 13 luglio 1974, le due squadre di quartiere onorarono lo sport. Fu poi lo stesso Palmini, che ebbe occasione di restaurare alcuni anni più tardi, nei primi anni ‘80 e in modo certosino, il Trofeo conseguito dai viola nel 1974. Una Coppa ri-convertita (in fretta) dall’Automobilismo al Calcio, grazie ad un “escamotage furbesco”. Qualcuno del Club scherzando lì per lì, senza farsi sentire dagli avversari, ebbe ad esclamare con ironia (e in dialetto aretino) : “Ora arvedi, che artorneno le ‘marènghesse’ ! Ah e ce la dan loro, la coppa, vai !” (riferendosi idealmente alle maglie del Duomo, al tempo, quasi uguali a quelle del Real Madrid). Questo, probabilmente, anche per stemperare la tensione. “Tutto in 90 minuti – ebbe a dire Silvio Piccinelli uno dei preparatori del ‘Club’, rivolgendosi al proprio portiere Franco Grotti (detto “Nerone”) – Cosa ne pensi Franco, della sfida che affronteremo a luglio ? Che ne dici Nerone, gliela famo ?”. “Nerone” Grotti, ci pensò sopra e, quasi sottovoce, ma senza alcun timore, rispose deciso a Piccinelli : “Penso sia ancora presto, Silvio, per dare opinioni buttate lì. Ma ho una sensazione di fiducia. Dovessimo chiudere indenni il 1° tempo – poi, nel 2° – credo non ce ne sarà per nessuno e che potremmo far nostra la gara. Inoltre, dovremmo valutare l’arbitraggio. Ricordati che è una sfida secca, aperta a qualunque risultato”. Franco non aggiunse altro. Ma il Club, dal suo canto (ufficialmente) non rispose nulla. Anzi, trovò uno spunto in più, per concentrarsi ulteriormente, sugli allenamenti pomeridiani e facendo capire, nello stesso tempo, di credere molto nell’evento. Nel ’74 tutti, nel ‘Club’, erano convinti del successo; per una affermazione che sarebbe ben presto arrivata, in occasione dell’appuntamento più importante dell’anno. Quindi, da subito, ci si adoperò per la realizzazione di un gagliardetto omaggio, da offrire nel pre-partita (a “capitan” Ringressi) il giorno stesso della gara. Un fattore non usuale, questo, fra squadre di “ragazzi di Quartiere”. Data l’eccezionalità del caso, i viola decisero per tale iniziativa. Quella disputa del luglio 1974 (tenutasi con 35° di caldo) fu il principio di una lunga kermesse di gare a catena e che terminò, solo nel corso dell’estate successiva. Numerosi, sono stati i rapporti sociali e sportivi fra le due Squadre, vissuti nell’arco di circa un anno. Il Club era nato nel ’73; mentre, il Duomo, (poco dopo il 1970) rifondato fra i primi mesi e la tarda primavera del ’74. Gli incontri certi, tenuti ufficialmente dalle due Compagini, sono stati 11 in tutto; ma, a volte, ambedue le Squadre, usavano effettuare allenamenti per occasioni simultanee, sino a condividerne il campo di gara e ad allestire alcune partitelle vere e proprie, senza alcun peso ne risultato e che al tempo stesso, servivano sotto il profilo dell’allenamento e per socializzare. Si ricordano alcuni allenamenti di prova, svolti assieme in contemporanea, fra il 1974 e il ’75, in luoghi quali Molinelli, o al Prato (che era capitolo a parte) e a San Clemente, o al Bagnoro. Oppure presso l’ex campetto attiguo l’asilo infantile, in via dell’Acropoli, lungo il fiume Castro, ma opposto al campo dell’Arostini; nonchè, al Circolino in San Gemignano, anche grazie a don Renato Bertini. In occasione delle gare ufficiali, tutti e 22 i giocatori in campo, indossavano le rispettive maglie con i colori del proprio Club di appartenenza. In altre occasioni e partitelle più o meno ufficiose – almeno per quanto concerne il Club – non era uso indossare le tenute di gara, inviate (nel frattempo) al lavaggio e a stirare. Malgrado le accese battaglie in campo, disputate fra le due squadre e terminate in maggioranza ad appannaggio viola (10 vittorie, in 11 gare) i ragazzi del Duomo ricorderanno comunque e sempre con fervore, il fatidico 2-2 (finale) riuscito nel 1975. Con il pareggio in rimonta (da 2-0 a 2-2) agguantato all’89° minuto – presso il campo di San Clemente – acciuffato all’ultimo con una poderosa (e rocambolesca) traiettoria a palombella, che ingannò l’estremo difensore viola – Franco Grotti – grazie ad una prodezza strana, effettuata dal compianto Antonio Tucci. Lo sfortunato mediano sinistro biancoazzurro, scomparso nei primi mesi del 2013 e, al quale, è dedicata questa pubblicazione. Ma Tucci, in passato, nell’U.S. Duomo rivestì egregiamente assieme a Bonini e a Refini, anche il ruolo di terzino. Oltre al gol del pareggio finale, ottenuto appunto da Tucci, le altre tre segnature di quella gara furono realizzate da Giorgio Marmorini, nel 1° tempo e, sempre per i viola – nei primi minuti della ripresa – dal capitano ‘fibio’; che riprese e mise in porta facilmente, un pallone respinto dal palo, colpito a sua volta da Bulletti e per un gol di una certa importanza che (lì per lì, senza saperlo) risulterà fondamentale per l’imbattibilità della propria Squadra, riguardo il computo (globale) fra le due Compagini. Per le statistiche, il Duomo sul campo, non ha mai superato il Club. L’altra rete per la Cattedrale, quella del momentaneo 2-1 – fu anch’essa siglata nella ripresa – con un tiro decentrato, scagliato entro l’area viola. Grotti rimase sorpreso per uno strano rimbalzo della sfera di cuoio, sotto porta. A circa 14 minuti dal termine, il Club Viola ebbe una flessione fisica e – i biancazzurri della Cattedrale’ – ne approfittarono per accorciare le distanze, rimettendo in discussione il risultato e riprendendo morale. Da ultimo, i ragazzi del Duomo furono premiati e, quella mattina, uscirono imbattuti da San Clemente. Quell’unico pareggio del 1975 (2-2) per il quale i ragazzi della Cattedrale, terminarono il match senza sconfitta, fu in occasione di una disputa avvenuta tra la fine di aprile o i primi di maggio; nel corso della mattina di un giorno festivo. Fu la terzultima sfida su 11 incontri ufficiali. Tra l’altro come già detto anche – l’unica – giocata al mattino. Dopo lo scioglimento del Club, avvenuto nel 1975 – anche l’ex capitano ‘fibio’ – passerà in attacco (a fine giugno) tra le fila del Duomo. Nell’estate del 1976, poi, il “grande colpo” – dei biancoazzurri – che conseguirono il successo, vincendo il Torneo quadrangolare aretino e con Ringressi, che – per l’occasione – ritenne consono assegnare la fascia di capitano ad Alessandro Poggi. Reti a frotte, realizzate rispettivamente in attacco dai biancoazzurri Del Corto, Gorgoni, Vagheggi, Cristelli, Ringressi e da Luttini. Assente, ‘fibio’, che non disputò quel Torneo. Dopo aver svolto tutta la preparazione e il corso degli allenamenti, ‘fibio’, non giocò neppure un minuto, non essendo in grado di giocare alcuna partita. Costretto a recarsi – nel sud Italia – per motivi personali, alla vigilia del primo incontro. In conclusione, siano stati – Duomo o Club – crediamo giusto ricordare, a distanza di otto lustri, chi per tempi brevi, chi per un periodo molto più lungo, seppe onorare lo sport e il calcio, oltrechè l’amalgama, per i rispettivi collettivi, in eguale misura (nt.-Sport/Ar. – 2014)

TROFEI BIANCOAZZURRI E LONTANI RICORDI SPORTIVI

(Arch. Priv. Fam. A. Poggi, G.P. Barbagli, A. Tucci e M. Ringressi)

IL ‘CLUB’ GIUNSE AL CAPOLINEA, TRAMONTANDO NEL 1975. PER L’U.S. DUOMO UNA LUNGA SEQUENZA DI GARE, SINO AL 1980. POI L’EPILOGO, AVVENUTO NEL 1983.

Diversi poi, sono stati – tra gli altri – gli incontri amichevoli tenuti dalle due Compagini, singolarmente, per conto loro. Del ‘Club’ se ne ricordano ben due, in particolare. La gara di esordio ufficiale, fu disputata a Molinelli; vinta con un risultato ampio, contro una rappresentativa del “Liceo Scientifico F. Redi”. Incontro del debutto assoluto del Club, che si tenne nel ’74 – agli inizi della primavera – dopo alcuni mesi di allenamenti (dalla fondazione). Mentre la seconda, fu disputata in maggio – a Pieve al Toppo – contro i rincalzi della Squadra giallorossa locale. Una partita largamente perduta sul campo, per il divario tecnico “quasi” abissale. L’incontro, era stato organizzato per tempo, da Alessandro Zamponi. A Pieve al Toppo, quel pomeriggio, l’inutile gol della bandiera per il ‘Club’, fu messo a segno da Stefano Bulletti. Per quanto concerne l’U.S. Duomo, invece, riguardo le amichevoli, oltre la più nota, vinta 0-1 ad Alberoro (e che fu giocata anche questa, al mattino) si ricordano altre tre gare. Partite disputate rispettivamente contro il Meliciano – persa 5-2 a San Clemente – con i gol ininfluenti ed inutili, segnati da ‘fibio’ e da Vagheggi. Un’altra ancora, per così dire molta impegnativa, vinta con risultato rotondo (e combattuta) contro il ‘San Domenico 1’; che fu tenuta presso l’impianto sportivo di Olmo. Due sono le curiosità, legate a quest’incontro che il Duomo disputò all’Olmo (nel 1979) contro i bianconeri del San Domenico. La prima fu, oltre le realizzazioni di Del Corto, Zerbini, Cristelli, Luttini e ‘fibio’, fra i marcatori biancoazzurri, risultò pure quella di M. Ringressi (che segnava raramente, essendo di più, un “Alfiere di regia”). Mentre la seconda nota di rilievo fu, che nelle fila del San Domenico – in attacco – venne schierato il centravanti Tanganelli (proveniente in prestito dai “Catamarani”). Quest’ultimo, già vincitore della classifica marcatori con 14 reti segnate – nell’estate del 1978 – con i “Catamarani” di Mauro Valenti, Carlo Pini e del portiere Liberati, nonché, dei fratelli Fratini. Lo squadrone di Piazza Giotto, stravinse quel 1° Torneo estivo disputato in via Balilla. Non è novità che, nel periodo – fra il 1978 e il 1984 – il Torneo meglio riuscito in San Domenico, è stato il primo (l’edizione del 1978). Quello stesso anno, i “Catamarani”, conclusero la propria classifica a punteggio pieno, vincendo tutti gli incontri. Anche Nedo Palmini rimase stupefatto dal gioco messo in mostra dalla squadra – in maglia bianca – ben allestita da Valenti. Davvero leggendaria. Infine, tornando ai biancoazzurri del Duomo, ricordiamo ancora una partita appassionante e nuovamente vinta, sempre di misura ma per 4-3. Un successo ottenuto in notturna, grazie ad un secondo tempo scoppiettante e ad una rara tripletta realizzata da ‘fibio’ e con una splendida rete (la prima) firmata dal capitano Del Corto. La gara fu giocata nel 1979 a Badia al Pino, in notturna, contro la formazione santandreina de “Il Nostro Bar”. Una compagine al tempo allestita dal ‘mister’ Rolando Francini. Altri ex giocatori dell’U.S. Duomo – comunque – a fine anni ’70 per vie maggiori, anche alla luce dell’esperienza vissuta con i biancoazzurri stessi, ebbero aperte nuove strade – diverse – rispetto al loro primo avvio sportivo. Il portiere Massimo Severi, ad esempio, finirà per difendere i pali del Ceciliano – prima – e più tardi, nella Polisportiva del Pozzo, in valdichiana. Altri ancora, quali, Sandro Cristelli, Del Corto, Zerbini, Ringressi, Del Biondo, Barbagli, Bonini, Poggi, Luttini, Vagheggi, Zerbini e Gorgoni, finiranno chi in “arancioverde” al Ceciliano Calcio come lo stesso Severi (sotto la cura, di mister Sica) o, chi tesserato in Amaranto per le giovanili nell’U.S. Arezzo 1923 o, ancora, per altre Compagini nelle categorie superiori (Figc) in provincia. Carlo Del Corto ad esempio, oltrechè capitano ufficiale del Duomo, è stato il giocatore biancoazzurro più rappresentativo e che raggiunse l’apice, giocando (in Casentino) nel Capolona, a Rassina, nonchè, nella Bibbienese; sfiorando addirittura la C2 per un mancato ingaggio, nella stagione 1982. Da ricordare ancora, altri noti portieri dell’U.S. Duomo seguiti a Massimo Severi – quali – Agostino Mazzi, Santino Tani – ed infine – Claudio Mori. Il ‘Club’, nella sua storia come portiere, ha avuto solo Franco Grotti. Mentre Mori è stato l’ultimo baluardo, nella storia biancoazzurra; essendo stato il portiere del Duomo nel 1983. Nell’ultimo Duomo – del 1983 – poi, in attacco, giocò Paolo Antonio Toci (oggi noto pittore locale d’arte contemporanea). Mentre Claudio Gialli che fu l’ultimo capitano biancoazzurro (detto “barbetta”) giocò interno destro – anch’egli – come il predecessore Ringressi. Percorso diverso, poi, quello intrapreso da Umberto Zerbini che, da ragazzo, giocava nella Pieve – ma al tempo stesso – confluì (sporadicamente) nell’ U.S. Duomo. Fra il 1975 e il 1979, Zerbini, si rese disponibile a giocare con i biancoazzurri, pochi incontri e senza disputare, peraltro, il Torneo quadrangolare nel 1976. Molto più tardi, U. Zerbini finirà poi per entrare a far parte dell’area tecnica dell’U.S. Arezzo 1923. Ma per quanto concerne le esperienze importanti, intraprese dallo stesso Zerbini, spicca sicuramente la sua collaborazione di lavoro, intercorsa a livello tecnico, con il Milan e l’Udinese negli anni ’90. Altre vie nuove, per altrettanti ragazzi del ‘Viola Club’ – quali ad esempio – l’interno destro Stefano Bulletti che finì al San Leo, oppure Sandro Franci e “Mèro” Pecchi (entrambi mediani) che finirono in biancoverde nel Sant’Andrea (a disputare i campionati C.i.s. e F.i.g.c.). Anche Alessandro Zamponi che nel Club è stato regista (mezzo sinistro) ebbe alcune esperienze più o meno brevi, con alcune Squadre locali. Il già citato Sandro Franci – inoltre – lo ricordiamo fra i marcatori del ‘Club’, assieme a G. Marmorini e a ‘fibio’ – il 13 luglio 1974 – avendo realizzato il momentaneo pareggio (del 2-2) su punizione di prima, al portiere M. Severi a fine primo tempo (in occasione dello “storico 4-2”). Giorgio Marmorini divenuto più tardi Rettore di Porta Crucifera (sul finire anni ’80) avrà alcuni ruoli, insieme a Gianni Ghiandai per alcune Compagini rosso-verde in Colcitrone, molto forti. L’ex capitano del Club ‘fibio’ – invece – si rese partecipe con altrettante formazioni, per alcune edizioni al Torneo di San Domenico (curate fra gli anni ’70 e gli ’80, da Nedo Palmini e da Padre Giovanni Serrotti) presso il campetto di via Balilla. In quegli anni, ‘fibio’, partecipò a quasi tutte le edizioni del Torneo di San Domenico. In occasione di una edizione, che fu disputata a fine anni ‘70, ‘fibio’, partecipò con i biancoazzurri del (“suo”) Duomo a quella kermesse, segnando anche 5 gol. I biancoazzurri però, finirono eliminati con onore, dopo lo spareggio disputato contro i rossoblù della ‘Casa dello Sport’ e che, di lì a poco, finirono a loro volta esclusi nel turno successivo. Per la cronaca, quella kermesse, fu vinta alla grande dalla ‘Tabaccheria Bottacci’. In ogni caso fra il 1978 e il 1984, in San Domenico, ‘fibio’, mise a segno 43 gol globali riportando la vittoria nel Torneo – con due squadre – in due diverse occasioni nel 1981 e 1984 (rispettivamente con i ‘White Boys’ e il ‘TSD’) cessando definitivamente l’attività sportiva – da dilettante – dopo una breve parentesi, nel 1996, presso lo stesso campo di gioco a Molinelli dove aveva iniziato a giocare nel 1967. L’U.S. Duomo tramontato alla fine degli anni ’70 rinacque – solo brevemente – “dalla propria storia” grazie alla proficua collaborazione di Claudio Gialli, sostenuto da Toci e dai suoi e in occasione del Torneo Intercittadino della Cattedrale. Una iniziativa agonistica, fortemente caldeggiata sia da don Silvano Guiducci, nonchè, da don Sandro Barbagli – entrambi della Cattedrale – e che fu allestita fra il 1982 e l’83. Un evento davvero ampio, della durata di circa cinque o sei mesi. La kermesse ben organizzata da Claudio Gialli stesso, presso il campo da gioco della Cattedrale, si concluse ad appannaggio del TSD – i giallorossi di San Domenico – formazione condotta dal mister Gianni Angiolucci. La squadra giallorossa, chiuse la classifica a punteggio pieno. Presidente, ‘sponsor’ (e per così dire proprietario) del TSD, al tempo, era P.re Giovanni Serrotti. Molti Trofei in tema per quel Torneo del 1983, inoltre, furono offerti e messi in palio per generosità di Nedo Palmini. La Compagine domenicana di Angiolucci e di “capitan” Scoscini, stravinse tutti gli incontri in calendario. Le due partite con il Duomo, furono le più combattute e i biancoazzurri finirono al 2° posto. Quattro punti, divisero infatti le due Squadre dopo l’incontro finale. Ma questa – dei primi anni ’80 – è un’altra storia e un altro Duomo e fu anche l’ultimo. Quello di Mori, Toci, Gialli e di molti altri ragazzi ancora. Una leggenda aretina, che ebbe l’epilogo in quell’ormai lontano periodo di inizio anni ‘80 (nt.-Sport/Ar. – 2014)

(Arch. Priv. Fam. Poggi e Angiolucci)

Per quanto concerne i numeri riguardo gli arbitraggi, è doveroso in ogni caso ricordare, l’operato svolto dal sig./re Dino Montagni; che consta il maggior numero di incontri diretti, nella kermesse domenicana minore. Un primato assoluto di gare, stabilito nelle cinque edizioni consecutive, disputatesi fra il 1978 e il 1981 – http://www.aspfossombroni.ithttp://www.diocesiarezzo.ithttp://www.tsdtv.ithttp://www.teletruria.it (Ar./sp.-nt., Stefy Bruschi)