1988 LE GIOSTRE DEL TOPPO

1988 A SETTE SECOLI DALLE GIOSTRE DEL TOPPO

…”LANO, SI’ NON FURO ACCORTE
LE GAMBE TUE ALLE GIOSTRE DAL TOPPO!”…

“IN-TOPPO GIALLOCREMISI”
(LE GIOSTRE DEL TOPPO) – I cenni sul noto fatto d’arme locale (avvenuto nel 1288) riportano la memoria storica – e la letteratura – ad Ercolano Maconi da Siena, detto ‘Lano’, ucciso dagli aretini, con altri dei suoi a Pieve al Toppo – in Valdichiana – l’anno precedente la disfatta di Campaldino. La risposta ‘Cavallina’ all’assedio da parte dei ‘sanesi’ e dei fiorentini – terribile – non si fece attendere. L’onta gravissima degli ‘asini mitrati’ catapultati in città, assieme a quella altrettanto grave, perpetrata dalle prostitute, che, per l’occasione, corsero il Palio con i somarelli; non meno, per ulteriore spregio, l’abbattimento del grande olmo, collocato a poca distanza fuori la città, lungo la via verso Siena. Questo era troppo e spinse deciso Guglielmino Ubertini – signore di Arezzo – all’avallo di una mossa strategica a sorpresa delle truppe, sortite a difesa dalle mura, a sud della città, per vendere cara la pelle. Mentre i fiorentini riprendevano la via del ritorno a Firenze, l’armata aretina respinse con successo (in campo aperto) quella senese, rincorrendo il nemico per obbligarlo alla fuga ai margini della palude. ‘Lano’ cadde ucciso nella scorribanda con alcuni compagni a Pieve al Toppo, luogo del celebre scontro. Grazie al coraggio e al valore delle sue guarnigioni – quel giorno – Arezzo, cinta d’assedio, fu libera. Campaldino, per un anno, potrà ancora attendere (p.e. – nt.s.)

Tra Siena ed Arezzo i contrasti proseguirono nel tempo, anche per la discordia intercorsa fra le Diocesi. Nonostante le dispute e le battaglie tra le Città – non manca – nel corso della storia, motivo di concordia, quale, su tutto, la Protezione della SS. Vergine del Conforto; che altro non è che l’immagine (senese) della Madonna di Provenzano (la ‘Madonna senza le braccia’, santa Patrona della Contrada Imperiale della Giraffa). Il prodigio aretino del 15 febbraio 1796 – inoltre – nonchè il particolare contesto storico (tragico) vissuto di lì a poco, per l’occupazione da parte dei francesi (e per i moti del ‘Viva Maria’, che ebbero sfogo violento dal 1799) contribuiranno in modo definitivo, alla pace tra i due Capoluoghi: “Pace con Siena” (p.e. – nt.s.)

Dante Alighieri colloca ‘Lano’, nel Canto XIII dell’Inferno, assieme a Jacopo da S. Andrea; quest’ultimo di origini patavine, scomparso – probabilmente suicida – nel 1239 e noto per la sua stravaganza. Il Canto infernale numero XIII – poi – è il celebre capitolo della Commedia nel quale è coinvolto Pier delle Vigne (1190 ? – 1249) e ove Dante pone gli stessi nel ‘bosco dei suicidi’. A distanza di sette secoli, dai fatti storici che caratterizzarono la scorribanda in Valdichiana fra Aretini e Senesi, l’Ente Giostra del Saracino ha desiderato ricordare l’Evento storico-dantesco con il Trofeo in palio dom. 4 – sett. / 1988 (realizzato da Francesco Conti), 75a edizione della Manifestazione in epoca attuale. Saranno Mario Capacci e Paolo Parigi a riportare quel giorno – con 12 punti – il successo in P.zza Grande e a sancire la 16a vittoria di Porta del Foro. Spezzando la lancia in fondo, alla bilanciatura di metallo, nel corso della prima carriera (in sella a ‘Tequila’), Capacci ‘ucciderà’ subito la kermesse, passata alle cronache come la ‘saga del quattro’ essendo – quel giorno – l’unico punteggio colpito. Ben otto carriere, conclusesi tutte sui quattro punti (e.f.; p.r. – G./nt.; f.f.)

(Archivi privati Famiglie: Corona, Barbagli, Foto Tavanti, Vannuccini, Lucani, Ciofini, Bonini e Gianni)