1980 e 1986 – DUE CAPPOTTI ROSSOVERDI

III E IV CAPPOTTO DELLA STORIA CRUCIFERINA LUCIO GATTESCHI: DAI PENNELLI ALLA SPADA

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7 settembre 1980: Lucio Gatteschi (pittore e artista), al centro.
In questa occasione, riveste il ruolo di Sergente dei Fanti del Comune.
A cavallo (sulla sinistra), è riconoscibile Luciano Centini, con il proprio palafreniere.
Porta Crucifera conseguirà la vittoria. III cappotto della sua storia: XVIII e XIX lancia d’oro. Giostratori: Franco Ricci e Gabriele Tabanelli.
Il Quartiere rosso verde, trionferà sugli avversari in modo tradizionale con 8 punti globali. Rettore: Aldo Brunetti – Capitano Guido Raffaelli.

(Archivio privato L. Gatteschi)

SETTEMBRE 1986 NEL SEGNO DI PORTA CRUCIFERA
Colcitrone conseguirà il IV cappotto della sua storia

I BOSTOLI: “TRA STORIA E TRADIZIONE”

(arch. Priv. R. Parnetti) – anni 80.

BREVE NOTA ARALDICA  (I BOSTOLI : tra storia, leggenda e tradizione) – Di origini longobarde e di fazione guelfa, i Bostoli hanno fatto parte, in passato, della più antica aristocrazia aretina. Favorirono, nel contesto della disputa di Campaldino, la formazione di un’ampia coalizione antighibellina. Con la collaborazione dei potenti Albergotti e dei Camaiani, i Bostoli dettero vita – sul finire del ‘300 – ad un governo arciguelfo, che favorì definitivamente, di lì a poco, il passaggio di Arezzo sotto la dominazione fiorentina. Tornando alle notizie genealogiche, possiamo asserire che il ramo dei Bostoli, appartenuto alla discendenza di Rinaldo, si sia estinto ovviamente molto più tardi – con ogni probabilità – nel corso del ‘500. Altre notizie citate di storia locale, in tema con Rinaldo – inoltre – lo computerebbero, in epoca duecentesca, tra le figure di alcuni autorevoli Signori aretini. Per quanto concerne la Giostra del Saracino dobbiamo rilevare che le insegne gigliate appartenenti alla Casata di messer Rinaldo, sono state inalberate – in origine – fra i nobili emblemi di Porta S. Andrea, unitamente a quelli dei Brandaglia, dei Turini e dei Roselli (o Rossetti). Dopo il “recente” ordinamento giostresco attuato dall’Istituzione (1992), la celebre Dinastia guelfa è stata annessa di fatto – ad esclusivo titolo di rappresentanza – sotto la pertinenza rossoverde del quarto di Porta Crucifera; assieme alle nobili Casate dei Bacci, dei Brandaglia e dei Pescioni. (ar./n.d.s.)

Anni Ottanta: “Lampi animosi in Colcitrone”

“ PER UN PUGNO DI SALE “ ( … GROSSO ). TRA I DUE LITIGANTI “ VERDI “, VINSERO PERO’ I “ GIALLI “. PICCOLETTI, LA CHIROMANTE, LE CARTE INCERTE E IL SALE GROSSO IN PIAZZA PER LA GIOSTRA TERRIBILE E SEMI-INCOMPIUTA DEL 1979 – “ Citti miei, sono salito dalla chiromante (la “ maga “) che ha fatto il responso delle carte per la Giostra, che correremo domenica 2 settembre. Al contempo – dopo aver fatto la previsione, come e’ ormai da molti anni – non e’ riuscita pero’ a darmi una risposta chiara. Il risultato finale e’ stato molto strano quanto incerto e sibillino. Dai risultati del carteggio conclusivo, usciti, risulterebbe che domenica prossima, il nostro Quartiere disputera’ un’ ottima Giostra. Ma – al tempo stesso – non si e’ ben capito, quale sara’ la Compagine aretina che, a sera, portera’ a casa la Lancia d’Oro. Ad Ivana, ho esposto gli ultimi problemi tecnici di quest’anno e – soprattutti – che abbiamo perso F. Ricci, ben dopo 11 anni in biancoverde. Che lui stesso, e’ andato via, salendo a Palazzo Alberti per accasarsi – con Colcitrone – e a far coppia assieme a G. Tabanelli. Franco, tentato, vuol provare a giostrar lassu’, in rossoverde. Con Tabanelli e Ricci – Colcitrone – presumo che vincera’ Trofei in gran quantita’ per molti anni a venire. A Sant’Andrea, siam rimasti tutti molto male e davvero arrabbiati. Con il direttivo, per voce del nostro capitano, C. Fardelli e del rettore Beppe Municchi, abbiam deciso di dare oppurtunita’ – al bravo M. Montefiori – per la sua sostituzione. M. Montefiori e V. Verita’ , saranno la nostra coppia. Sono ben affiatati – e spero in cuor mio, siano un duo egualmente competitivo. Forse, non avremo piu’ le stesse certezze di un tempo – quando Ricci – con noi era la ‘ prima lancia ’, da lustri. L’ottimo Montefiori, domenica prossima, sara’ in ogni caso un debuttante. Spesso, le Giostre, sono strane e pur decise quasi sempre dalla fortuna. Staremo a vedere. Personalmente, sono comunque fiducioso. Riguardo la superstizione – la chiromante – mi ha chiesto di eseguir un atto propiziatorio (raro) quanto significativo, da fare in piazza nel giorno stesso della Giostra. Definiamolo come un ultimo tentativo scaramantico, inusuale. Per domenica 2 settembre, tramite le carte – la sorte, in piazza – ci chiede di esser partecipi, in modo emblematico. All’ingresso di Porta Crucifera in piazza, Ivana, mi ha consigliato – infatti – di lanciare un pizzico di sale grosso sulla lizza, all’altezza del buratto. Di certo, lanceremo il sale grosso anti-Colcitrone ; ma di persona – questo – non potro’ farlo io. Essendo io stesso, posizionato nella tribuna A, tra i rappresentanti giostreschi istituzionali. Ho bisogno pertanto di un volontario che, espleti per tutto il nostro Quartiere, l’atto richiestoci dalla sorte per bocca di Ivana. Chi tra di voi, si sente di tirar il sale grosso in piazza Grande – per Noi tutti – contro Colcitrone ? Nonché, per mal presagio, nei confronti della loro stessa coppia ? Da far sul momento ? A questo punto affidiamoci, dunque alla sorte, non possiamo far altro, direi. Ricci e Tabanelli – non solo sulla carta – sono, attualmente, la coppia più forte della piazza e un duo da 8 punti – ad ore – inequivocabile. Fare cio’ che mi ha chiesto – Ivana – non ci costera’ niente. Proviamoci, se gli scongiuri dovessero non bastare. Del resto e come sempre, lasceremo ancor giostrare la sorte, sulla lizza in piazza. E’ cosi’, dal ’32. Lasceremo far lei, dovesse bastare … un pugno di sale ! “ (Officina Enzo Piccoletti, agosto 1979; Italo Mannucci “stanio”, 1979 – P.S.A. ; fi.f., G.M. “W.M.”, 1979)

PER I NUMERI, LE COINCIDENZE, IL CASO E LA STORIA – QUELLA VOLTA – VINSE, IN PARTE, LA SCARAMANZIA. MA I DUE “ RIONI VERDI “… RIMASERO ENTRAMBI A BOCCA ASCIUTTA. AL TERMINE DELLA TEMPESTA DEL 1979, IL PRIMO TROFEO INTAGLIATO DAL MITICO F. CONTI, FU ANNOVERATO DALLA COLOMBINA – Quella Giostra tempestosa (57a edizione) del 1979, non fu conclusa la sera del 2 settembre, ma due settimane esatte, più tardi ; il 15 settembre. Gravi incidenti quanto indescrivibili, infatti, causati in piazza Grande da alcuni figuranti di due Compagini ne obbligarono, quel giorno, la sospensione e il rinvio al 15 settembre. Il Maestro di Campo L. Centini, alla fine, si vide in pratica costretto a farlo, per la sopraggiunta oscurità, causa i disordini scoppiati (feroci) in piazza. Pur il sindaco, A. Ducci, fu d’accordo a sospendere il Torneo. Come non bastasse, alla ripresa della manifestazione due settimane dopo – sabato 15 settembre – le due Compagini incriminate per gli incidenti ed escluse per il prosieguo conclusivo, protestarono animosamente continuando a rimostrare egualmente (di brutto) nei confronti delle stesse Istituzioni. Parti e controparti, anche quel sabato sera in piazza, non arretrarono di un millimetro, riguardo la visione sulle proprie ragioni. Istituzioni e Compagini, furono irremovibili riguardo le proprie “ visioni “. Le proteste delle due Compagini escluse, nei confronti della piazza poi, furono egualmente durissime (un documento dei giallocremisi – al vetriolo – fu divulgato in piazza Grande dai vertici di Porta del Foro, davvero molto “ incazzati ”) con – Borgogni ed Imparati – notati arrabbiati, neri, come non mai. Porta Crucifera, si comportò allo stesso modo. Infine le due Compagini – escluse – lo stesso 15 settembre, decisero di comune accordo di abbandonare la lizza e ritirando le proprie Rappresentanze, senza alcun ripensamento ( …“ muro contro muro ” ). Mentre la Commissione disciplinare giostresca – dal suo canto, nel dopo Giostra – non lesino’ poi (affatto) su ammende, punizioni sanzionatorie e squalifiche varie a non finire. Ma, nel “ prosieguo “, tra i due litiganti “ verdi ” – a ridere per ultimi – nella ‘ tempesta del 1979 ’, furono i giallo-blu di Porta Santo Spirito. Che annoverarono quello stesso giorno, il successo per i Bastioni in modo davvero inusuale (e che qualcuno, dai posti in piedi defini’ come un “ successo lunare “… tra l’altro – l’uomo – sulla luna, era già sceso per la prima volta, ben 10 anni prima). Fu il 19* Trofeo nella storia Colombina, quello, ottenuto grazie alla coppia di giostratori composta da P. Giusti e S. Gamberi. Nel 1979, anche per i gialloblu, 8 punti in due carriere furono altrettanto sufficienti per portare il ‘ Trofeo Colombino ’, a casa. La super-coppia di Porta Crucifera, composta da F. Ricci e G. Tabanelli, invece, si affermera’ alla grande, solamente l’anno dopo – nel 1980 – mettendo a segno con una bella doppietta tra la fine di agosto e a settembre, un memorabile Cappotto. Il terzo nella storia rossoverde : 18a e 19a vittoria conseguite per Palazzo Alberti. Entrambi i successi cruciferini del 1980, furono anch’essi ottenuti con 8 punti in due carriere. Sant’Andrea sfortunata – e ‘ tradita ‘ proprio da Montefiori, in sella alla tutt’altro che pacifica “Usta” – si collocherà al “ posto d’ onore “ (ininfluente, purtroppo) in entrambe le occasioni. Ma, questi, ironia della sorte; saranno pur gli unici due successi – Cruciferi – ottenuti nella storia, da Ricci e Tabanelli assieme. La coppia di Sant’Andrea, avallata da Piccoletti (grazie ai consigli tecnici, suggeriti da V. Verità e da C. Fardelli) nel 1979 – invece – “ risponderà “ ai rossoverde in piazza, solo 4 anni piu’ tardi. Grazie all’acuto (rocambolesco, quanto storico) del 4 settembre 1983 e per l’unico successo ottenuto, assieme, dai due faentini. Quando … i biancoverde, con soli 6 punti, in due carriere, conquistarono a distanza di un lustro, l’11* successo della storia propria, dal 1932. Pur passando – la “ Cuffia della Nonna ”- proprio a Porta Crucifera che non vinceva – appunto – dal Cappotto ottenuto nel 1980. Fu lo stesso C. Milesi per i biancoverde, la settimana successiva a quella storica affermazione, a far avere e consegnare personalmente, a nome del Comitato Giovanile di San Giusto – “ l’ infelice entità “- che alcun aretino mai vorrebbe, ai figuranti rossoverde di Palazzo Alberti. A distanza di lustri e come preconizzato da Piccoletti stesso, oltre 40 anni prima (per una disamina analitica) riguardo le due coppie di giostratori faentini del passato, in quegli anni, dobbiamo riconoscere che la coppia cruciferina (Ricci e Tabanelli) tecnicamente molto valida, abbia raccolto allor – meno – e forse troppo poco, rispetto alle attese in prospettiva. Dopo il Cappotto del 1980 infatti, Porta Crucifera, tornerà al successo piu’ tardi, ben 6 anni dopo (1986) ripetendo nuovamente un Cappotto (il quarto, della sua storia) ma con altri, pur validi Alfieri ( … E. Vannozzi e M. Filippetti). Anche le misure dei punteggi stampati sui bersagli del buratto, di allora, erano diverse da quelle attuali. Con il centro molto più piccolo, rispetto adesso. Variazioni e ripassi tecnici – sul bersaglio saraceno – che ebbero luogo a livello giostresco, solo alla fine del decennio anni ‘80 (G./nt.; pct.ez., mnc.it., fi.f. – P.S.A.)

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