CAPPOTTO PIUMATO DEL 1987

CAPPOTTO PIUMATO DEL 1987
Il 30 agosto e il 6 settembre del 1987 una settimana entrata nella leggenda con due vittorie biancoverdi che hanno fruttato il primo cappotto della storia santandreina

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RICCI E MADONNE D’OGGI

Franco Ricci, che fu protagonista nella conquista del primo cappotto di Sant’Andrea, in un’immagine del ’75

(tratta dall’archivio storico del quartiere)

In quegli anni per le ragazze santandreine
e per Rossella Bruno Lanucci in modo particolare,
Franco Ricci sarà “il bello” e, effettivamente,
in questa posa pare essere uscito dal set del recente film
“Il mestiere delle armi” di Olmi.

30/Agosto/1987 – XIV
Vittoria In onore di San Donato Vescovo
(Lancia d’oro dedicata al Santo Patrono di Arezzo e della Diocesi; Santa Festività Titolare 7/Agosto)

 

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30 agosto 1987: in questa foto di Piero Vannuccini Massimo Montefiori, in sella a Nuvola, colpisce in pieno 4 magnifici punti vicinissimi al centro del bersaglio. S. Andrea si aggiudicherà la XIV lancia d’oro dedicata a San Donato vescovo e martire, Santo Patrono della città di Arezzo (festività titolare il 7 agosto).
Il nostro Quartiere trionferà con 8 punti dopo un altro bellissimo 4 di Ricci nella prima carriera.

MASSIMO MONTEFIORI: ha giostrato in S. ANDREA dal 1979 al 1988;
vincendo 3 lance d’oro (1983 in coppia con Vincenzo Verità e due vole con Ricci nel 1987).
Questo è il tiro più importante della sua decennale carriera giostresca.
L’alfiere faentino dedicherà il suo successo personale alla memoria di Iva; fra i suoi quadrupedi più amati in carriera. Tragicamente scomparsa ad Ascoli nel 1982, nel corso di un’edizione della Giostra della Quintana, per i postumi di un grave infortunio (frattura nodello anteriore).
Pur essendo un quadrupede dal carattere estremamente docile e dalla falcata particolarmente ampia e veloce Iva, non ha mai corso Giostra ad Arezzo a parte le prove.

6/Settembre/1987 – XV Vittoria 
Alla memoria di Luciano Centini e di tutti i Maestri di Campo nella storia della Giostra del Saracino

 

6 settembre 1987, in questa bella immagine di Massimo Di Gorga, è tramandata l’impresa di Franco Ricci, in sella a Luna, che ha appena spezzato la sua lancia sul Buratto, conseguendo, a norma di regolamento (Art. 43), il raddoppio a 8 dei punti, punteggio risultato decisivo per la storica vittoria di Sant’Andrea
che fruttò il cappotto.
(Arch. Priv. Foto Tavanti)

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Nella foto di Fabio Pecchi la 14ª e 15ª lancia d’oro, realizzate dal maestro intagliatore FRANCESCO CONTI

Il cappotto del 1987 è passato alla storia come “piumato” in virtù di un epico scherzo perpetrato dai santandreini nei confronti dei rivali giallocremisi di Porta del Foro. Una notte precedente la Giostra, furono sparse per le strade del quartiere rivale quintali e quintali di piume di pollo e cacciagione varia, tanto che i netturbini di Arezzo si trovarono in crisi. L’opera di pulizia fu assai problematica. Ad intingere ancor di più il dito nella piaga, durante la sfilata nel giorno della Giostra, al passaggio del corteo di Porta del Foro, il popolo prese a schernire i malcapitati ripetendo in coro per ben tre volte il verso tipico delle gallinelle mugellesi: COCCODÈ! COCCODÈ! COCCODÈ! dappertutto, da Piazza Duomo a San Michele, da Via Roma a San Francesco: centro storico trasformato in un grande pollaio!
Ciò causò scaramuccce e principi di rissa tra i sostenitori dei due quartieri, che i vigili urbani faticarono a sedare. Si veda in proposito un articolo apparso sul quotidiano “La Nazione” dal titolo “Piume a San Lorentino” a firma di Massimo Benigni

Bella realtà-romanzesca, ‘stisera’! Toga, questa! Sei un illuso o un bischero, se credi di aver vinto prima, o durante. A questo ‘giuchino’ niente è scritto. E dico nulla! Fino all’ultima carriera – è la sorte – che assegna ad ognuno le proprie carte insostituibili e che nessuno conosce, perchè prestabilite al ‘buio’. La Lancia d’ Oro la puoi vincere, o la perdi, quando meno ti aspetti e perchè – alla domenica – per ciascuno è un tiro ‘senza riprova’. La Giostra, è simile ad una roulette che ha la fila al casinò. Sbanca, chi ha ‘bocciolo’. Oh! Il mi’ pallino! Ho vissuto Giostre già vinte – buttate alle ortiche – in passato, che neppure t’ immagini! E’ proprio stupido credere d’aver vinto, ancor prima di correre Giostra! (Enzo Piccoletti, 6 – settembre / 1987 )

Provo una gioia fuori dalla realtà, in questo frangente inaspettato della mia vita. Questa è una data storica e indimenticabile. Per me in modo particolare, che sono il capitano di S. Andrea e il primo a conquistare qui, l’unico ‘Cappotto’ conseguito, dal 1932. Grazie a questo trofeo prestigioso – il 15° – la Compagine non è più la “Cenerentola” della nostra Manifestazione. Oggi è una data storica per S. Andrea, per i Giostratori e soprattutto per i quartieristi bianco-verde, perché nonostante la vittoria di domenica scorsa, abbiamo fatto quadrato e retto alle critiche dure ed aspre degli altri quartieri; essendo stati contestati inutilmente. Sono particolarmente felice per la nostra Compagine e per me – in questo momento – perchè ho ottenuto di nuovo la serenità e la fiducia di coloro che non credevano più nelle mie qualità e competenza. Ora sento il bisogno di ringraziare tutti, quanti ci sono stati vicini e hanno sofferto sino al successo. Sono orgoglioso di tutti, per questa affermazione – inizialmente – insperata, per come si era messa e poi giunta. Ringrazio i Giostratori, il direttivo, il rettore, la fortuna e S. Andrea Stesso, per il risultato ottenuto. A tutti rivolgo il mio sentito ”grazie di cuore” (Sergio Nasi, 6 – sett. / 1987; d. G., Cir./no)

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Un’altra immagine del 6 settembre 1987, scattata da Massimo Di Gorga La tensione in Piazza Grande si tocca, si respira nell’elettricità dell’aria.
Le ansie e i timori della disputa hanno il sopravvento su tutto.
Nella foto un balestriere biancoverde che prega.

(RICCI; PRODIGIO E AFFINI) – Sino alle logge, non mi sono accorto di nulla. Non mi sono reso conto – subito – di aver spezzato l’asta, in cima. Ho visto bene i quattro punti colpiti sul bersaglio e ho avvertito addosso, come un colpo anomalo. Lì per lì ho pensato ad un oggetto, lanciato dalle tribune o da qualche figurante, ai lati. Quasi incredulo ho pensato al ‘moncone’ di legno volato via, quando ho notato la lancia senza cima, in fondo alla carriera, mentre i ragazzi, in Piazza, urlavano senza controllo in preda all’ isteria. Allora, mi sono reso conto dell’ imponderabile e del segmento ligneo finito a terra. Questa sera ho avuto “buona dose” di fortuna ! La sorte è stata benevola con Noi; questo 15° successo, oggi, credo fosse scritto. La definirei un’ affermazione dal valore particolare – anche per Massimo Montefiori – sfortunato, già abbastanza. La nostra vittoria, risulta tra le più sofferte ed impegnative del secolo, perché – questa Giostra – era persa fin dall’ inizio. (Franco Ricci, 6 sett. / 1987 – d. G.)

Nella Giostra del Saracino si verificano spesso, annate strane, tanto nel bene come nel male; davvero imponderabili. Prendi quest’ anno, ad esempio : abbiamo avuto molta fortuna ! Sono convinta che avremmo vinto anche senza cavalli. Non c’è una spiegazione precisa ! Credo che il 1987, fosse l’anno scritto per far Cappotto, che non avevamo mai fatto. (Sandra N. / 1987)

E’ un successo fortunato, quanto strano, l’ultima vostra affermazione in Piazza. Credo sia un anno irripetibile – per voi – il 1987. Una serie fortunata di circostanze casuali, ha sancito il risultato definitivo a vostro favore. Non vi ricapiterà presto ! (Carlo N. / 1987 – d. G.)

CAPPOTTO ATTO PRIMO

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Nella foto di Piero Vannuccini, la prima Lancia d’oro delle due conquistate nel 1987, 14ª vittoria di Porta S. Andrea.
Lancia d’oro conseguita con 8 punti globali  (Capitano: Rag. Sergio Nasi, Rettore: Cav. Giuseppe Municchi.)

CAPPOTTO ATTO SECONDO

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Nella foto di Massimo Di Gorga, 6 settembre 1987: La madonna del Conforto (Santa Patrona di Arezzo) e la “Fortuna”, hanno fatto il miracolo; la lancia di Ricci si è appena spezzata nell’impatto con l’automa. I santandreini sono stati esauditi!
Gugo Milesi (vessillifero) scoppia in lacrime liberatorie, mentre Nerone Grotti sorride ancora incredulo.

In sintesi:
LI ABBIAMO SPIUMATI!!!
CAPPOTTO FANTASTICO!

 

(Archivi privati famiglia Marconi – foto M. Di Gorga e P. Vannuccini)

BIGLIETTO VINCENTE…

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Tagliando d’ingresso relativo alla prima giostra del 1987

 cappottino in panno; approntato dalle mitiche “Citte biancoverdi” a ricordo della cena delle vittorie di cui riportiamo pure la pergamena-ricordo.

cappottino in panno; approntato
dalle mitiche “Citte biancoverdi”
a ricordo della cena delle vittorie
di cui riportiamo pure la pergamena-ricordo.

La cena che coinvolse 400 commensali si svolse presso il ristorante “Torrino” dei fratelli Drago.

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In tema di celebrazioni riproduciamo anche l’adesivo realizzato dal Comitato Giovanile

In questa composizione, sopra riproduciamo un’immagine di Giovanni Romanini,  datata 1992 che mostra in primo piano S. Andrea, sul cimiero del Capitano il patrono sembra vegliare sulle sue vittorie. Sullo sfondo da sinistra a destra, le lance d’oro del 1970, 1975, 1976, 1978, 1983, per chiudere con le due aste del 1984
che NON compongono (purtroppo) un Cappotto.

Inoltre, a sinistra, nella foto di Massimo Di Gorga, dettaglio della lancia “piumata”.
A destra, invece, l’acquaforte del pittore santandreino Raffaello Lucci realizzata per ricordare lo storico evento ed in cui appare, magistralmente reso,
il cimiero raffigurato nella prima fotografia.

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